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Full text of "La sonnambula; melodramma"

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1 


MELODRAMMA 


DI 


MUSICA  DI 


©a  laAPiPiaiiSiiHiTrARgn 
ALL'  L  R.  TEATRO  ALLA  S£ALA 

la  Primavera  f  £55. 


MILANO 

DALL*  I.  R.  STABILIMENTO  NAZIONALE  PRIVILEGIATO  DI 
TITO  DI  &IO.  RICORDI 

Contrada  degli  Omenoni,  N.°  1720 
e  sotto  il  portico  a  fianco  dell'  I.  R.  Teatro  alla  Scala. 
21679 


PERSONAGGI 


Il  Conte  RODO!  FO ,  Signor  del  Villaggio 
Signor  Ecbeverria  Giuseppe 

TERESA,  Molinara 

Signora  Berilli  Carotina 

AMINA,  Orfanella  raccolta  da  Teresa,  fidanzata  ad 
Signora  Viola  Virginia 

ELVINO,  ricco  possidente  del  Villaggio 
Signor  Calzolari  Enrico 

LISA ,  Ostessa,  amante  di  Élvino 
Signora  Ferlotti  Adelaide 

ALESSF  .  Contadino,  amante  di  Lis£ 
Signor  Lodetti  Francesco 

Un  Notaro 

Signor  Aliprandi  Domenico 

Cori  e  Comparse*  Contadini  e  Contadine. 

La  scena  è  in  un  villaggio  della  Svizzera. 


ATTO  PRIMO 


SCENA  PRIMA. 

Villaggio.  In  fondo  al  Teatro  si  scorge  il  mulino  di  Teresa; 
un  torrente  ne  fk  girare  la  ruota. 

All' alzarsi  del  sipario  odonsi  da  lungi  suoni  pastorali  e  voci 
lontane  che  gridano  :  VIVA  ÀMINA  !  sono  gli  abitanti  del 
villaggio  che  vengono,  a  festeggiare  gli  sponsali  di  lei. 

Esce  Lisa  dall'osteria,  indi  Alessio  dai  colli. 

Trv.  ...v 
ulto  è  gioja,  tutto  è  festa... 
Sol  per  me  non  v'  ha  contento, 
E  per  colmo  di  tormento 
Son  costretta  a  simular. 
0  beltade  a  me  funesta  j 
Che  m' involi  il  mio  tesoro, 
Mentre  io  soffro,  mentre  moro, 
Pur  ti  deggio  accarezzar  I 
Ale.       Lisa  I  Lisa!... 
Lisa  (per  partire)       Oh  I  l' importuno  ! 
Ale.         Tu  mi  fuggi!... 
Lisa  Fuggo  ognuno. 

Ale.         Ah  non  sempre,  o  bricconcelli 
Fuggirai,  da  me  così. 
Per  te  pure,  o  Lisa  bella. 
Giungerà  di  nozze  il  di.  (durante  il 

colloquio  di  Lisa  e  di  Alessio,  i  suoni  si  sono  fatti  più 
vicini,  e  più  forti  le  acclamazioni) 
%i  Sonnambula  4 


SCENA  II. 

Scendono  dalle  coHine  Villani  e  Villanelle,  tutti  vestiti 
da  festa,  con  sgomenti  villerecci  e  canestri  di  fiori.  Giun- 
gono al  piano. 

Coro      Viva  Amina  f 

Ale.  Viva  !  (unendosi  al  Coro) 

Lisa  (indispettita)  (Anch' esso  f 

Oh  dispetto!) 
Cobo  Viva  !  ancora  ! 

Ale.         Qui  schierati...  più  d'appresso... 
Lisa         (Ah!  la  rabbia  mi  divora!) 
Coro         La  canzone  preparata 

Intuonar  di  qui  si  può. 
Lisa       (Ogni  speme  è  a  me  troncata. 

La  rivale  trionfò.) 

Canzone. 

In  Elvezia  non  v'  ha  rosa 

Fresca  e  cara  af  par  d' Aurina: 

È  una  stella  mattutina, 

Tutta  luce,  tutta  amor. 
Ma  pudica,  ma  ritrosa, 

Quanto  è  vaga,  quanto  è  bella: 

È  innocente  torlorella, 

È  l'emblema  del  candor. 
Te  felice  e  avventurato 

Più  d'un  prence  e  d'un  sovrana, 

Bel  garzon,  che  la  sua  mano 

Sei  pur  giunto  a  meritar! 
Tal  tesoro  amor  t'  ha  dato 

Di  bellezza  e  di  virtude, 

Che  quant'  oro  il  mondo  chiude*, 

Che  niun  re  potria  comprar. 
Lisa       (Ah!  per  me  sì  lieti  canti 

Destinati  un  di  credei: 


7 

Crudo  amor,  che  sian  per  lei 
Non  ho  cor  di  sopportar.) 
Ale.       (Lisa  mia,  si  lieti  canti  (avvicinandosi  a  Lisa) 
Risuonar  potrai  per  noi, 
Se  pietosa  alfin  tu  vuoi 
Dar  ascolto  ai  mio  pregar)* 

(ricominciano  gli  evviva) 


SCENA  IIL 
Amiiia,  Teresa,  e  detti. 


Ami.  Care  compagne,  e  voi , 

Teneri  amici,  che  alla  gioja  mia 
Tanta  parte  prendete,  oh  come  dolci 
Scendon  d'Amina  al  core 

I  canti  che  v'inspira  il  vostro  amore! 
CoroVìvì  felice!  è  questo 

II  comun  voto,  o  Amina. 

Ami.  A  te  diletta, 

Tenera  madre,  che  a  sì  lieto  giorno 
Me  orfanella  serbasti,  a  te  favelli 
Questo,  dal  cor  più  che  dal  ciglio  espresso. 
Dolce  pianto  di  gioia,  e  questo  amplesso. 
Come  per  me  sereno 
Oggi  rinacque  il  di  ì 
Come  il  terren  fiorì 
Più  hello  e  ameno! 
Mai  di  più  lieto  aspetto 
Natura  non  brillò; 
Amor  la  colorò 
Del  mio  diletto. 
Tetti      Sempre,  o  felice  Amina, 
Sempre  per  te  così 


Infiori  il  cielo  i  di 

Che  ti  destina.     (Amina  abbraccia  Teresa, 
e  prendendole  una  mano,  se  l'avvicina  al  corfc) 
Ami.       Sovra  il  sen  la  man  mi  posa, 
Palpitar,  balzar  lo  senti  : 
Egli  é  il  cor  che  i  suoi  contenti 
Non  ha  forza  a  sostener. 
Tutti     Di  tua  sorte  avventurosa 

Teco  esulta  il  cor  materno 
Non  potea  favor  superno 
Riserbarlo  a  ugual  piacer. 
Ale.  Io  più  di  tutti,  o  Amina, 

Teco  mi  allegro,  lo  preparai  la  festa, 
lo  feci  le  canzoni;  io  radunai 
De' vicini  villaggi  i  suonatori 
Ami.  È  grata  a'  tuoi  favori , 

Buon  Alessio,  son  io.  Fra  poco  io  spero 
Ricambiarteli  tutti,,  allor  che  sposo 
Tu  di  Lisa  sarai,  se,  come  è  voce, 
Èssa  a  farti  felice  ha  il  cor  disposto-' 
Ale.  La  senti,  o  Lisa? 
Lisa  Non  sarà  si  tosto. 

Ale.  Sei  puf  crudele  f 
Ter.  É  perché  mai? 

Lisa  L'ignori? 
Schiva  son  io  d'  amori  j 
Mia  libertà  mi  piace, 
Ami.  Ah!  tu  non  m 

Quanta  felicità  riposta  sia 
In  un  tenero  amof. 
Lisa  So  venie  amore 

Ha  soave  principio  e  fine  amaro. 
Ter.  (Vedi  l' ipocrisia  !  ) 
Coro  Viene  il  notane 

.GlJohfì  Affi]  l  Al  , 

éBniniÀ  sorbì  o  eeiqma2  rrrjT 


SCENA  IV. 
Il  IVotaro  e  Detti 

Ami.  11  Notaro?  Ed  Elvino     *  ;  &\imrru[  omrm 

Non  è  presente  ancor? 
Not.  Di  pochi  passi 

Io  lo  precedo,  o  .Amina:  in  capa -al  boseo 

10  lo  mirai  da  lungi. 
CoroEccqìo. 

Aml         Caro  Elvinol  Alfin  tu  giungi  ! 

ij/iii  ')  HO  f  JOIJJ  cri)  l>Io 

SCENA  V. 

r.:  ;.  vonoe  fJjj  Im  ì^ì  ^ììtjS  rrruT 

Hvlno,  e  Detti 

Elv.  Perdona,  ;0  mia  diletta, 

11  breve  indugio-  In  questo  dì  solenne 
Ad  implorar  ne  andai  sui  nostri  nodi 
D'un  angelo  il  favor:  prostralo  al  marmo 
Dell'estinta  mia  madre,  oh  benedici 

La  mia  sposa!  le  dissi.  Ella  possiede 

Tutte  le  tue  virtudi:  ella  felice  - 

Renda  il  tuo  figlio  qual  rendesti  il  padre. 

Io  lo  spero,  ben  mio,  m'udì  la  madre. 
Ami.  Oh!  fausto  augurio! 
Tutti  noò  /T*^Efo9do  }h  If>a 

Esso  non  fia. 
Elv.  Siate  voi  tutti,  o  amici, 

Al  contratto  presenti. 

(il  notaro  si  dispone  a  stendere  il  contralto) 
Not.  Elvin,  che  rechi 

Alia  tua  sposa  in  dono? 
Elv.  I  miei  poderi, 


MA 


40 

La  mìa  casa,  il  mìo  nome, 
Ogni  bene  di  cui  son  possessore. 
Not.  E  Amina  7... 
Ami.  Il  cor  soltanto. 

Elv.  Ah  I  tutto  è  il  core  ? 

(mento  la  madre  sottoscrive,  e  con  essa  i  testimoni 
Elvino  presenta  Y  anelito  ad  Amina) 
Prendi:  l'anel  lì  dono 
Che  un  di  recava  all'  ara 
L'alma  beata  e  cara 
Che  arride  al  nostro  amor. 
Sacro  ti  sia  tal  dono 
Come  fu  sacro  a  lei  ; 
Sia  de' tuoi  voli  e  miei 
Fido  custode  ognor. 
Tutti      Scritti  nel  ciel  già  sono, 
Come  nel  vostro  cor. 
Elv.       Sposi  or  noi  siamo. 
Ami.  Sposi  !... 

Oh  tenera  parolai 
Elv.         Carat  nel  sen  ti  posi 

Questa  gentil  viola.      (le  dà  un  mazzetto) 
Ami.  Puro,  innocente  flore  1     i        (lo  bacia) 

Elv.         Ei  mi  rammenti  a  te. 
Ami.       Ah  !  non  ne  ha  d' uopo  il  core. 
Elv.         Ah  si,  mio  tutto  egli  è. 

frtf)ffi  fi  ììtohtìoi  irtin  nihuì  fini  li  rhnflfF 

Dal  dì  che  i  nostri  cori 
Avvicinava  un  Dio, 
Con  te  rimase  il  mio, 
11  tuo  restò  con  me. 
Ami.       Ah!  vorrei  trovar  parole 

A  spiegar  com'io  t'adoro! 
Ma  la  voce,  o  mio  tesoro, 
Non  risponde  al  mio  pensieri 


il 

Elv.      Tutto  ahi  tutto  in  questo  istante 
Parla  a  me  del  fuoco  ond'ardi: 
Io  lo  leggo  ne' tuoi  sguardi, 
Nel  tuo  riso  lusinghieri 
L'alma  mia  nel  tuo  sembiante 
Vede  appien  la  sua  scolpita, 
E  a  lei  vola,  è  in  lei  rapita 
Di  dolcezza  e  di  piacer! 
Tutti      Ah!  così  negli  occhi  vostri 

Core  a. core  ognor  si  mostri: 
Legga  ognor  qual  legge  adesso 
L' un  nell'altro  un  sol  pensier. 
Lisa       (Il  dispetto  in  sen  represso 

Più  non  valgo  a  trattener.) 
Elv.  Domani,  appena  aggiorni, 

Ci  recheremo  al  tempio,  e  il  nostro  imene 
Sarà  compiuto  da  più  santo  rito. 
»  A  genial  convito 

•  Tutti  quanti  io  vi  attendo,  e  a  lieta  danza 
»  Nel  mio  vicin  podere.       (odesi  suon  di  sferza  e 
Qual  rumore  !  calpestio  di  cavalli) 

Tutti  (accorrendo)  Cavalli! 

Ami.  Un  forestiere. 

SCENA  VL 


Rodolfo  e  due  Postiglioni. 


Rod.  Come  noioso  e  lungo  (da  lontano) 

Il  cammin  mi  sembrò!  Distanti  ancora 
Dal  castello  siam  noi?  (avanzandosi) 

Lisa  Tre  miglia,  e  giunti 

Non  vi  sarete  fuor  che  a  notte  oscura, 
Tanto  alpestre  è  la  via.  Fino  a  domani 
Qui  posar  vi  consiglio. 


te 

Rod.  E  lo  desìo. 

Avvi  albergo  al  villaggio? 
Lisa  Eccovi  il  mio. 

ROD.       Quello  ?  (esaminando  f  osteria ) 

Tutti  Quello. 
Rod.  Ah!  lo  conosco. 

Lisa         Voi,  signor? 
Tutti  (Costui  chi  fìa?) 

Rod.         Il  mulino!...  il  fonte...  il  bosco!... 


E-  vicin  la  fattoria  !... 

Vi  ravviso,  o  luoghi  ameni, 

In  cui  lieti,  in  cui  serenici 

Sì  tranquillo  i  dì  passai 

Della  prima  gioventù! 
Cari  luoghi,  io  vi  trovai, 

Ma  quei  dì  non  trovo  più  ! 
Tutti      (Del  villaggio  è  conscio  assai: 

Quando  mai  —  costui  vi  fu?) 
Rod.       Ma  fra  voi,  se  non  m'inganno, 

Oggi  ha  luogo  alcuna  festa. 
Tutti  Fauste  nozze  qui  si  fanno. 
Rod.  E  la  sposa?  è  quella?    (accennando  Lisaì 

TUTTI  (additando  Amina)  È  questa. 

Rod.  È  gentil,  leggiadra  molto. 

Ch5  io  ti  miri.  — f ,  Oh  il  vago  volto  ! 

Tu  non  sai  con  quei  begli  occhi 

Come  dolce  il  cor  mi  tocchi, 

Quai  richiami  ai  pensier  miei 

Adorabili  beltà. 
Eran  desse,  qual  tu  sei, 

Sul  mattino  dell'età. 
Lisa       (Ella  sola  è  vagheggiata!) 
Elv.  (Da  quei  detti  è  lusingata!) 

Coro         (Son  cortesi,  son  galanti 

Gli  abitanti  -  di  città.) 
Elv.  Contezza  del  paese 

Avete  voi,  signor?  Testé  mostraste 


13 

Di  questi  luoghi  ravvisar  l'aspetto. 
Rod.  Vi  fui  da  giovinetto 

Col  signor  del  castello. 
Ter.  Oh  1  il  buon  signore  ! 

È  morto  or  son  qualtr'anni! 
Rod.  E  zie  ho  dolore! 

Egli  mi  amò  qual  figlio... 
Ter.  Ed  un  figlio  egli  avea;  ma  dal  castello 

Sparve  il  giovane  un  dì,  nè  più  novella 

N'ebbe  l'afflitto  padre. 
Rod.  A'  suoi  congiunti 

Nuova  io  ne  reco,  e  certa.  Ei  vive. 
Lisa  E  quando 

Alla  terra  natia  farà  ritorno? 
CoRoCiascun  lo  brama. 
Rod.  Lo  vedrete  un  giorno. 

(odesi  il  suono  delle  cornamuse  che  riducono  gli  armenti 
all'ovile) 

Ter.  Ma  il  sol  tramonta  ;  è  d'  uopo 

Prepararsi  a  partir. 
Coro  Partir  !... 

Ter.     .  Sapete 

Che  f  ora  si  avvicina  in  cui  si  mostra 
Il  tremendo  fantasma^ 
Coro  È  vero,  è  vero! 

Rod.  Qual  fantasma  ?; 
Tutti  È  un  mistero... 

Un  oggetto  d'  orror  ! 
Rod.  Follie! 
Coro  Che  dite? 

Se  sapeste,  signor... 
Rod.  Narrate. 
Coro  Udite. 

A  fosco  cielo,  a  notte  bruna, 
A  fioco  raggio  d' incerta  luna, 
Col  cupo  suono  di  tuon  lontano 
Dal  colle  al  piano  -  un'  ombra  appar. 
La  Sonnambula  2 


14 

In  bianco  avvolta  -  Ienzuol  cadente, 
Col  crin  disciolto,  con  occhio  ardente, 
Qual  densa  nebbia  dal  ve&to  mossa, 
Avanza,  ingrossa  -  immensa  par! 
Rod.       Ve  la  dipinge,  ve  la  figura 
La  roslra  cieca  credulità. 
Tutti     Ah!  non  è  fola,  noa  è  paura: 

Ciascun  la*  vide:  è  verità. 
Coro      Dovunque  inoltra  a  passo  lento 

Silenzio  regna  che  fa  spavento; 
Non  spira  fiato,  non  move  stelo; 
Quasi  per  gelo  -  il  rio  si  sta. 
I  cani  stessi  accovacciati, 
Àbbassan  gli  occhi,  non  han  latrati. 
Sol  tratto,  tratto  da  valle  fonda 
La  strige  immonda  -  urlando  va. 
Rod.       S' io  qui  restassi ,  o  tosto,  o  tardi , 

Vorrei  vederla,  scoprir  che  fa. 
Tutti     Dal  ricercarla  il  ciel  vi  guardi  t 

Saria  soverchia  temerità. 
Rod.  Basta  cosi.  Ciascuno 

Si  attenga  al  suo  parer.  Verrà  stagione 
Che  di  siffatte  larve 
Fia  purgato  il  villaggio. 
Ter.  Il  ciel  Io  voglia! 

Questo,  o  signore,  è  universal  desio. 
Rod.  Ma  del  viaggio  mio 

Riposarmi  vorrei ,  se  mei  concede 
La  mia  bella  e  cortese  albergatrice. 
TuTTiBuon  riposo,  signor. 
Coro  Notte  felice. 

Rod.  Addio,  gentil  fanciulla;  (ad  Amina) 

Fino  a  domani,  addio...  T'ami  il  tuo  sposo 
Come  amarti  io  saprei. 
Elv.  (con  dispetto)  Nessun  mi  vince 

In  professarle  amore... 
Rod,  Felice  te  se  ne  possedi  il  core  !       (parte  con  Lisa 

il  Coro  si  disperde) 


SCENA  VII. 


101  vitto  ed  Attrista. 


Ami.  Elvino  !...  E  me  tu  lasci 

Senza  un  tenero  addio? 
Elv.  Dallo  straniero 

Ben  tenero  l!  avesti.^ 
Ami.  È  ver:  cortese, 

Grazioso  ei  parlò.  Da  quel  sembiante 

Ottimo  cor  traspare... 
Elv.  E  cor  d'amante. 

Ami.  Parli  tu  il  vero,  o  scherzi? 

Qua!  sorge  dubbio  in  te? 
Elv.  T'infingi  invano. 

Ei  ti  stringea  la  mano, 

Ei  ti  facea  carezze.. > 
Ami.  Ebben!... 
Elv.  Discare 

Non  li  eran  esse,  e  ad  ogni  sua  parola 

S' incontravano  i  tuoi  negli  occhi  suoi, 

Gioia  ne  avevi. 
Ami.  Ingrato!  e  dir  mei  puoi? 

Occhi  non  ho  nè  core 

Fuor  che  per  te.  Non  ti  giurai  mia  fede? 

Non  ho  l'anello  tuo? 
Elv.  Sì. 
Ami.  Non  t'adoro? 

Il  mio  ben  non  sei  tu? 
Elv.  Sì...  ma... 

Ami.  Prosegui... 

Saresti  tu  geloso?... 
El«v.  Ah!  sì,  lo  sono... 

Ami.  Di  chi? 
Elv.         Di  tutti. 
Ami.  Ingiusto  cori 

Elv.  Perdono  ! 


16 

»  Son  geloso  del  zefiro  amante 

»Che  ti  scherza  nel  crine,  nel  velo; 
»Fin  elei  Sol  che  ti  mira  dal  cielo, 
»Fin  del  rivo  che  specchio  ti  fa. 

Ami.       »  Son,  mio  bene,  del  zefiro  amante, 

»  Perchè  ad  esso  il  tuo  nome  confido; 
»Amo  il  Sol,  perchè  teco  il  divido, 
»Amo  il  rio,  perchè  l'onda  ti  dà. 

Elv.       »  Ah  !  perdona  all'  amore  il  sospetto  ! 

Ami.  »Ah!  per  sempre  sgombrarlo  dèi  tu. 

Elv.       »Sì,  per  sempre. 

Ami.  »H  prometti? 

Elv.  »I1  prometto. 

a  2  Mai  più  dubbj  !  timori  mai  più. 

»  Ah  costante  nel  tuo,  nel  mio  seno 
»Sia  la  fede  che  amore  avvalora! 
j>E  sembiante  a  mattino  sereno 
»Per  noi  sempre  la  vita  sarà 

»  Addio  car°! 

Elv.  »A  me  pensa. 

Ami.  »E  tu  ancora. 

a  2  ak 

>  Pur  nel  sonno  il  mio  cor  ti  vedrà. 

(partono) 

SCENA  Vili. 

Stanza  ncW osteria.  Di  fronte  una  finestra.  Da  un  lato  porta 
(V  ingresso  :  dall'altro  un  gabinetto.  Avvi  un  sofà  e  un  tavolino. 


Rodolfo,  indi  Lisa. 

RoD.Davver,  non  mi  dispiace 

D'  essermi  qui  fermato  :  il  luogo  è  ameno, 
L'  aria  eccellente,  gli  uomini  cortesi, 
Amabili  le  donne  oltre  ogni  cosa. 


Quella  giovine  sposa 

È  assai  leggiadra...  E  quella  cara  ostessa? 

È  un  po'ritrosa,  ma  mi  piace  anch'  essa. 

Eccola:  avanti,  avanti, 

Mia  bella  albergatrice. 
Lisa  Ad  informarmi 

Veniva  io  stessa  se  Y  appartamento 

Va  a  genio  al  signor  Conte. 
Rod.  Ai  signor  Conte! 

(Diamin  !  son  conosciuto  !) 
Lisa  Perdonate, 

Ma  il  Sindaco  lo  accerta,  e  a  farvi  festa 

Tutto  il  villaggio  aduna- 
lo ringrazio  fortuna 

Che  a  me  prima  di  tutti  ha  conceduto 

Il  favor  di  offerirvi  il  mio  rispetto. 
Rod.  Nelle  belle  mi  piace  un  altro  affetto. 

E  tu  sei  bella,  o  Lisa, 

Bolla  davvero... 
Lisa  Oh  il  signor  Conte  scherza. 

Rod.  No,  non  ischerzo.  Questi  furbi  occhietti, 

Questo  bocchin  ridente, 

Quanti  cori  ha  sorpresi  e  ammaliati? 
Lisa  Non  conosco  finora  innamorati. 
Rod. Tu  menti,  o  bricconcella, 

Io  ne  conosco... 
LISA  (avvicinandosi)    Ed  èli». 
Rod.  Se  quel  foss'io, 

Che  diresti,  o  carina?... 
Lisa  Io  che  direi? 

Rod.  Sì  ;  che  diresti  tu  ? 
Lisa  Noi  crederei. 

In  me  non  è  beltà  degna  di  tanto... 

Un  merito  ho  soltanto: 

Quello  di  un  cor  sincero. 
Rod*  È  questo  è  molto. 

Ma  qual  romore  ascolto  ?       (odesi  strepito  dalia 
2.%  finestra) 


Lisa  (Mal  venga  all'  importuno  f) 
Rod.  Donde  provien?  (si  spalanca  la  finestra) 

Lisa  Che  non  mi  vegga  alcuno, 

(fugge  nel  gabinetto,  e  nella  fretta  perde  il  fazzoletto;  Ro- 
dolfo lo  raccoglie,  e  lo  getta  sul  sofà.) 


SCENA  IX. 


Comparisce  Amina:  è  coperta  di  una  semplice  veste  bianca; 
e  si  vede  alla  finestra  l'estremità  della  scala  per  cui  è  salita. 
Ella  dorme;  è  sonnambola:  e  s'avanza  lentamente  in  mezzo 
alla  stanza. 

RoD.Che  veggio?  Saria  questo 

Il  notturno  fantasma!  -  Ah!  non  m'inganno... 
Quest'  è  la  villanella 

Che  dianzi  agli  occhi  miei  parve  sì  bella. 
Ami.  Elvino...  Elvino!... 
Rod.  Dorme. 
Ami.  Non  rispondi? 
Rod.  E  sonnambola. 

ÀMI.  (con  sorriso  scherzoso)  Geloso 

Saresti  ancor  dello  straniero?...  ah  parla!... 

Sei  tu  geloso  ancor? 
Rod.  Degg'  io  destarla? 

Ami. Ingrato  a  me  t'appressa...  (con  pena) 

Amo  te  solo,  il  sai. 
Rod.  Destisi. 
Ami.  (tenera)  Prendi... 

La  man  li  stendo...  un  bacio  imprimi  in  essa, 

Pegno  di  pace. 
Rod.  Ah!  non  si  desti...  Alcuno 

A  turbarmi  non  venga  in  tal  momento. 

(va  a  chiudere  la  finestra) 


19 

Lisa  Àminaf  (dal  gabinetto)  0  traditrice!  (parte  non  veduta) 
Rod.  Oh  ciel  !...  che  tento  ? 

(per  correre  ad  Amina.  Breve  silenzio.  Amina  sogna 
il  momento  della  cerimonia) 
Ami.       Oh!  come  lieto  è  il  popolo 

Che  al  tempio  ne  fa  scorta  ! 
Rod.         In  sogno  ancor  queir  anima 

È  nel  suo  bene  assorta. 
Ami.  Ardon  le  sacre  tede. 

Rod.  Essa  all'aitar  si  crede. 

Ami.  Oh  madre  mia,  m'aita; 

Non  mi  sostiene  il  piè! 
Rod.       No,  non  sarai  tradita, 

Alma  gentil,  da  me.  (Amina  alza  la  destra 
come  se  fosse  all'altare) 
Ami.       Cielo,  al  mio  sposo  io  giuro 

Eterna  fede  e  amore  1 
Rod.         Giglio  innocente  e  puro, 
Conserva  il  tuo  candore  ! 
Ami.  Elvino  !...  Alfin  sei  mio. 

Rod.  Fuggasi. 
Ami.  Tua  son  io. 

Abbracciami.  -  Oh  contento 
Che  non  si  può  spiegarl 
Rod.       Ah  se  più  resto ,  io  sento 
La  mia  virtù  mancar, 
(va  per  uscire  dalla  porta:  ode  rumore  di  gente \ 
parte  per  la  finestra  donde  è  venuta  Amina,  e  la  chiu- 
de. Ella,  sempre  dormendo,  si  corica  sul  sofà) 

SCENA  X. 
Contadini,  Sindaci  e  Alessio. 

CORO  (di  dentro) 

Osservate:  1'  uscio  é  aperto. 
Senza  strepito  inoltriamo  :  (fuori) 


20 

Tutto  tace:  ei  dqrme  certo. 

Lo  destiamo,  o  noi  destiamo? 

Perchè  no  ?  ci  vuol  coraggio  : 

Presentarsi,  o  uscir  di  qua. 
Dell'  ossequio  del  villaggio 

Malcontento  ei  non  sarà,    (si  avvicinano) 
Avanziam  -  Ve'  ve'  :  mirate, 

A  dormir  colà  si  è  messo.  - 

Appressiamoci.  -  Ah...  fermate  : 

(si  accorgono  di  Amina,  e  tornano  indietro) 

Non  è  desso,  non  è  desso. 

Al  vestito,  alla  figura, 

È  una  donna...  donna,  si. 
È  bizzarra  l'avventura,    (reprimendo  le  risa) 

Come  entrò?  che  mai  fa  qui? 


SCENA  XI. 
Teresa,  Elvino,  Usa,  e  detti. 


Elv.       È  menzogna.  (da  lontano) 

Coro  Alcun  s'  appressa. 

Lisa  Mira,  e  credi  agli  occhi  tuoi,  (addita  Amina) 

Elv.          Cielo I  Amina! 

Coro  Amina  !  dessa  I     (Amina  si 

sveglia  al  romore) 
Ami.         Dove  son?  chi  siete  voi? 

Ah  1  mio  bene  1 
Elv.  Traditrice  ! 

Ami.         Io  L. 
Elv.  Ti  scosta. 

Ami.  Oh  !  me  infelice  ! 

Che  mai  feci? 
Elv.  E  ancor  lo  chiedi?... 

Cgro        Dove  sei  tu  ben  lo  vedi. 


21 

Ami.  Quii...  perchè?...  chi  mi  vi  ha  spinta?... 

Elv.  Il  tuo  core  ingannator. 

Ami.        Madre  I  oh  I  madre  !    (corre  nelle  braccia  di  sua 
madre  :  questa  si  copre  il  volto  colle  mani) 
Coro  Ah  sei  convinta  !... 

Elv.         Va  spergiura  !... 
Ami.  0  mio  dolor! 

Tutti 

Ami.       D'un  pensiero,  d'un  accento 

Rea  non  son,  nè  il  fui  giammai. 
Ah  I  se  fede  in  me  non  hai , 
Mal  rispondi  a  tanto  amor. 
Elv.       Voglia  il  ciel  che  il  duol  eh'  io  sento 
Tu  provar  non  debba  mai! 
Ah  !  ti  dica  s'  io  t' amai 
Questo  pianto  del  mio  cor. 
Coro      II  tuo  nero  tradimento 

È  palese  e  chiaro  assai. 
Ter.         Deh!  l'udite  un  sol  momento: 
Il  rigore  eccede  ornai. 

Coro  e  Alessio 

In  qual  cor  fidar  più  mai , 
Se  quel  cor  fu  mentitor? 
(in  questo  frattempo  Teresa  ha  raccolto  sul  sofà  il 
fazzoletto  di  Lisa,  e  lo  ha  posto  al  collo  di  Amina) 
Non  più  nozze  :  al  nuovo  amante, 
Sconoscente,  io  t'  abbandono. 
Non  più  nozze  ! 

Oh  crudo  istante! 
Deh!...  m' udite...  io  rea  non  sono. 
Togli  a  me  la  tua  presenza  : 
La  tua  voce  orror  mi  fa. 
Nume  amico  all'  innocenza, 
Svela  tu  la  verità. 


Elv. 

Tutti 
Ami. 

Elv. 

Ami. 


Tutti 


Aml.Elv.  Non  è  questa,  ingrato  core, 
Non  è  questa  la  mercede, 
Ch'  io  sperai  per  tanto  amore, 
Che  aspettai  per  tanta  fede... 
Ah  !  m' hai  tolta  in  un  momento 
Ogni  speme  di  contento... 
Ah!  penosa  rimembranza 
Sol  di  te  mi  resterà*. 

Lisa,  Alessio  e  Coro 

Non  più  nozze,  non  più  imene: 

Sprezzo,  infamia  a  lei  conviene. 

Di  noi  tutti  all'  odio  eterno, 

Al  rossor  la  rea  vivrà. 
Ter.       Ah!  se  alcun  non  ti  sostiene, 

Se  favor  nessun  t'ottiene, 

Sventurata,  il  sen  materno 

Chiuso  a  te  non  resterà, 
(tutti  escono  minacciando  Amina:  ella  cada  fra  le 
braccia  di  Teresa.  Gala  il  sipario.) 


FI^E  dell'atto  primo. 


23 


htlQ)  SEGO  CCS© 


\Jui  la  selva  è  più  folta  ed  ombrosa. 
Qui  posiamo,  vicini  al  ruscello. 
Lunga  ancora,  scoscesa,  sassosa 
È  la  via  che  conduce  al  castello. 
Sempre  tempo  per  giungere  avremo, 
Pria  che  sorga  dal  letto  il  signor. 
JUflettiam.  -  Quando  giunti  saremo, 

Che  direm  per  toccare  il  suo  cuor? 
Eccellenza  1...  direm  con  coraggio... 
Signor  conte...  la  povera  Amina 
Era  dianzi  1'  onor  del  villaggio , 
Il  desio  d'  ogni  villa  vicina... 
In  un  tratto  è  trovata  dormente 
Nella  stanza  che  voi  ricettò... 
Difendetela ,  s'  ella  è  innocente , 

Aiutatela ,  s'  ella  fallò. 
A  tai  detti,  a  siffatti  argomenti... 
Ei  si  mostra  commosso,  convinto; 
Noi  preghiamo ,  insistiam  riverenti... 
Ei  ci  affida,  ei  promette,  abbiam  vint< 
Consolati  al  villaggio  torniamo: 
In  due  passi,  in  due  salti  siam  qua. 


SCENA  PRIMA. 


Boscaglia. 


Coro  di  Contadini, 


24 

Alla  prova!...  Da  bravi!  partiamo... 

La  meschina  proletta  sarà.  (partono) 

"scena  il 

Asitiiia  e  Teresa* 

Ami.  Reggimi,  o  buona  madre  ;  a  mio  sostegno 
Sola  rimani  tu. 

Ter.  Fa  core.  Il  conte 

Dalle  lagrime  tue  sarà  commosso. 
Andiamo. 

Ami.  Ah!  no...  non  posso  : 

Il  cor  mi  manca  e  il  piè.  -  Vedi  ?  -  Siam  noi 
Presso  il  poder  d'Elvino.  -  Oh!  quante  volte 
Sedemmo  insiem  di  questi  faggi  all'ombra. 
Al  mormorar  del  rio!  -  L'aura  che  spira 
De'  giuramenti  nostri  anco  risuona... 
Gli  obliò  quel  crudele  !  ei  m'  abbandona  ! 

Ter.  Esser  non  puote,  il  credi  , 

Ch'  ei  più  non  t'  ami.  Afflitto  è  forse  anch'esso, 
Afflitto  al  par  di  te...  Miralo  :  ei  viene 
Solitario  e  pensoso... 

Ami.  A  lui  mi  ascondi...  rimaner  non  oso. 

ificii  SeENAìIIL.'i^-ioKoooa 
Elvino  e  Dette  in  disparte. 

Elv.       Tutto  è  sciolto.  Oh  dì  funesto! 

Più  per  me  non  v'  ha  conforto. 

H  mio  cor  per  sempre  è  morto 

Alla  gioia  ed  all'  amor. 
Ami.       Vedi,  o  madre...  è  afflitto  e  mesto... 

Forse,  ah!  forse  ei  m'ama  ancor.  (Amina  si 
avvicina.  Egli  si  scuote,  la  vede,  e  amaramente  le  dice) 
Elv.       Pasci  il  guardo,  e  appaga  Y  alma 

Dell'  eccesso  de'  miei  mali  : 

Il  più  triste  de'  mortali 

Sono,  o  cruda,  e  il  son  per  te. 


25 

Ami.       M'odi,  Elvino...  Elvin,  ti  calma... 
Colpa  alcuna  in  me  non  è. 

VOCI  LONTANE 

Viva  il  Conte  ! 
Elv.  Il  Conte!  (per  uscire) 

Ami., Ter.  Ah!  resta. 

Elv.  No:  si  fugga. 

SCENA  IV. 

Coro  e  detti. 

Coro  Buone  nuove! 

Dice  il  Conte  eh'  ella  è  onesta , 
Che  è  innocente;  e  a  noi  già  move. 
Elv.       Egli  !  oh  rabbia  ! 
Tutti  Ah!  placa  l'ira... 

Elv.  L'ira  mia  più  fren  non  ha.  (le  toglie  l'anello) 
Ami.    Il  mio  anello!...  oh!  madre!... 

(si  abbandona  fra  le  braccia  di  Teresa) 
Ter.,  Coro  (ad  Elvino)  Mira  !... 

A  tal  colpo  morirà.      (breve  silenzio.  Elvino 
si  appressa  ad  Amina  vivamente  commosso) 
Elv.    Ah!  perchè  non  posso  odiarli, 
Infedel ,  com'  io  vorrei  ! 
Ah!  del  tutto  ancor  non  sei 
Cancellata  dal  mio  cor. 
Possa  un  altro,  ah!  possa  amarti 
Qual  t' amò  quest'  infelice  ! 
Altro  voto,  o  traditrice, 
Non  temer  dal  mio  dolor. 
Teresa  e  Coro 
Ah  !  crudel,  pria  di  lasciarla , 
Vedi  il  Conte,  al  Conte  parla. 
Ei  di  rendere  è  capace 
A  te  pace  -  a  lei  1'  onor. 
(Elvino  parte  disperato.  Teresa  tragge  seco  Amina 
da  un'  altra  parte) 


26 


SCENA  V. 


Villaggio  come  nclV  allo  primo. 
Usa  seguitata  da  Alessio. 

Lisa  Lasciami:  aver  compreso 

Assai  dovresti  che  mi  sei  noioso. 

Ale.  Non  isperar  che  sposo 

Elvin  ti  sia:  dell'onestà  d' A  mina 
Sarà  convinto  in  breve ,  e  allora... 

Lisa  E  allora 

Tu  mi  sarai  più  rincrescioso  ancora. 

Ale. Deh!  Lisa,  per  pietà...  cambia  consiglio, 
Non  mi  trattar  cosi.  Che  far  d'un  uomo 
Che  ti  sposa  soltanto  per  dispetto  ? 

Lisa  Mi  è  più  caro  d'un  sciocco,  io  te  l'ho  detto. 

Ale.  No  ,  non  lo  sposerai  :  porrò  sossopra 
Tutto  il  villaggio  :  invocherò  del  Conte 
L'autorità,  pria  ch'io  sopporti  in  pace 
D'esser  da  te  schernito  in  questa  guisa. 

Voci  di  dentro. 

Lisa  è  la  sposa- 
ci 2  Che?... 
Voce  di  dentro  La  sposa  è  Lisa. 

SCENA  VL 

Contadini,  Contadine  e  Detti.  Poi  E'ivluo. 

Coro 

A  rallegrarci  con  te  veniamo, 
Di  tua  fortuna  ci  consoliamo: 
A  te  fra  poco  -  d' Amina  in  loco, 
La  man  di  sposo  Elvin  darà. 


Lisa    De'  lieti  augurj  a  voi  son  graia, 

Con  gioia  io  veggo  che  sono  amata; 
E  la  memoria  del  vostro  amore 
Giammai  dal  core  -  non  m'uscirà. 
Ale.    (Qual  uom  da  tuono  -  colpito  io  sono: 

Parole  il  labbro  trovar  non  sa.) 
Coro   La  bella  scelta  a  tulli  è  cara: 

Ciascun  ti  loda ,  t'  esalta  a  gara  : 
A  farti  festa  -  ciascun  s'appresta, 
Ognun  ti  prega  prosperità. 
Lisa  E  fia  pur  vero,  Elvino, 

Che  alfìn  dell'amor  tuo  degna  mi  credi? 
Elv.  Sì,  Lisa.  Si  rinnovi 

Il  bel  nodo  di  pria  :  V  averlo  sciolto 
Perdona  a  un  cor  sedutto 
Da  mentita  virtù. 
Lisa  Perdono  tutto. 

Ora  che  a  me  ritorni 

Più  non  penso  al  passato:  altro  non  veggo 

Che  il  ridente  avvenir  che  alfìn  mi  aspetta. 
Elv.  Vieni  :  tu ,  mia  diletta , 

Mia  compagna  sarai.  La  sacra  pompa 

Già  nel  tempio  si  appresta. 

Non  si  ritardi. 
Tutti  Andiam. 


SCENA  VII. 


Rodolfo  e  Detti. 


Rod.  Elvin,  t'arresta. 

Lisa  (Il  Conte  1) 

Ale.  (A  tempo  giunge.) 

RoD.Ove  t'affretti? 

Elv.  Al  tempio. 

Rod.  Odimi  prima* 


m 

Degna  d'amor,  di  stima 
È  Amina  ancor;  io  della  sua  virtute, 
Come  dei  pregi  suoi, 
Mallevador  esser  ti  voglio. 
Elv.  .  '    Vòip^  k«0)  .;ìjA 

Signor  Conte  agli  occhi  miei, 

Negar  fede  non  poss'  io. 
Rod.  Ingannato  ,  illuso  sei  : 

Io  ne  impegno  1'  onor  mio. 
Elv.  Nella  stanza  a  voi  serbata 

Non  la  vidi  addormentata  ?"?  *8  3à8(J 
Rod.  La  vedesti ,  Amina  eli'  era... 

Ma  svegliata  non  vi  entrò, 
Tutti      Come  dunque?  in  qual  maniera? 
Rod.  Tutti  udite. 

Coro  Udiamo  un  po'. 

Rod.       V  han  certuni  che  dormendo 

Vanno  intorno  come  desti , 

Favellando,  rispondendo 

Come  vengono  richiesti , 

E  chiamati  son  sonnamboli 

Dall'  andare  e  dal  dormir. 
Tutti     E  fia  vero?  -  E  fla  possibile? 
Rod.         Un  par  mio  non  può  mentir. 
Elv.       No  non  fia:  di  tai  pretesti 

La  cagione  appien  si  vede. 
Rod.  Sciagurato!  e  tu  potresti 

Dubitar  della  mia  fède? 
ELV.  Vieni,  Lisa.  (senza  badare  a  Rodolfo) 

Lisa  Andiamo. 
Coro  Andiamo. 

A  tai  fole  non  crediamo.       r  -a°fl 

Un  che  dorme  e  che  cammina! 

No.  non  è,  non  si  può  dar. 

?iJJeflte  }  ovO.ao/1 

xmhq  imhO  .QQfl 


SCENA  Vili. 


Teresa  e  Detti. 

Ter.       Piano,  amici;  non  gridate: 

Dorme  alfin  la  slanca  Amina: 

Ne  ha  bisogno,  poverina, 

Dopo  tanto  lagrimar. 
Tutti     Si  ,  tacciamo  -  noi  dobbiamo 

I  suoi  sonni  rispettar.  (per  uscire) 

Ter.       Lisa!...  ElvinoL.  che  vegg'  io? 

Dove  andate  in  questa  guisa? 
Lisa         A  sposarci. 
Ter.  Voi  !  gran  Dio  ! 

E  la  sposa...  è  Lisa?^ 
ElV.  <r>nimA  ó  aJnoópani  ;        E  Lisa- 
Lisa  E  lo  merlo:  io  non  fui  còlta 

Sola  mai ,  di  notte  in  volta  ; 

Nè  trovata  io  fui  rinchiusa 

Nella  stanza  di  un  signor. 
Ter*       Menzognera  !  a  questa  accusa 

Più  non  freno  il  mio  furori 
Questo  vel  fu  rinvenuto 

Nella  stanza  del  signore. 
Tutti        Di  chi  è  mai?  chi  l'ha  perduto? 
Ter.         Ve  lo  dica  il  suo  rossore,  (accennando  Lisa) 
TUTTI       -  Lisa!    (Elv.  lasciala  mano  di  Lisa  mortificato) 
Ter.  Lisa.  Il  signor  .  Conte 

Mi  smentisca  se  lo  può. 
Lisa       (lo  non  oso  alzar  la  fronte!) 
Tutti        (Che  pensar,  che  dir  non  so.) 
Tutti 

Elv.       (Lisa  !  mendace  anch'  essa  ! 

Rea  dell' istesso  errore! 

Spento  è  nel  mondo  amore, 

Più  fé,  più  onor  non  v'ha!) 
Lisa       (Cielo!  a  tal  colpo  oppressa, 

Voce, non  trovo,  e  tremo, 


30 

Quanto  al  mio  scorno  estremo 
La  mia  rivai  godrà  !) 
TER.,RoD.(In  quella  fronte  impressa 
Chiara  è  la  colpa  e  certa. 
Soffra:  pietà  non  merla 
Chi  altrui  negò  pietà.) 
Ale.,Coro(E  la  modestia  istessa 

Ella  sembrò  in  persona! 
Vedi  la  bacchettona  ! 
Pianga,  chè  ben  le  sta.) 
Elv.  Signor  ?...  che  creder  deggio  ? 

Anch'  ella  mi  tradì  1 
Rod.  Quel  eh'  io  ne  pensi 

Manifestar  non  vo'.  Sol  ti  ripeto  j 
Sol  ti  sostengo,  che  innocente  è  Amina , 
Che  la  stessa  virtude  offendi  in  essa. 
Elv.  Chi  fìa  che  il  provi  ? 
Rod.  Chi  ?  -  mira  :  ella  stessa» 

SCENA  ULTIMA. 

Vedesi  Amina  uscire  da  una  finestra  del  mulino  :  ella  pas- 
seggia, dormendo,  sull'  orlo  del  tetto  :  sotto  di  lei  la  ruota 
del  mulino,  che  gira  velocemente ,  minaccia  di  frangerla  se 
pone  il  piede  in  fallo.  Tutti  si  volgono  a  lei  spaventati. 
Eivino  è  trattenuto  da  Rodolfo. 

Tutti  Ah!  (con  un  grido) 

Rod.      Silenzio:  un  sol  passo, 
Un  sol  grido  l'uccide. 

Ter.  Oh  figliai 

Elv.  Oh  Amina! 

Coro  Scende...  Bontà  divina, 

Guida  l' errante  piè  !  (Amina  giunge  presso  alla 
ruota  camminando  sopra  una  trave  mezzo  fracida  che 
Trema...  vacilla...  ahimè  !...  piega  sotto  di  lei) 
Coraggio.,  è  salva  !... 

Tutti  È  salva!.,. 


31 

Ter.  Oh  figlia!... 

Elv.  Oh  Amina  ! 

(Àmina  si  avanza  in  mezzo  al  teatro) 
Ami.  Oh  1  se  una  volta  sola 

Rivederlo  io  potessi,  anzi  che  all'ara 

Altra  sposa  ei  guidasse  !... 
ROD.  (adElvino)  Odi?... 

Ter.  A  te  pensa, 

Parla  di  te. 
Ami.  Vana  speranza!... Io  sento 

Suonar  la  sacra  squilla...  al  tempio  ei  move... 

Io  l'ho  perduto... e  pur...  rea  non  son  io. 
TuTTiTenero  cor! 

AMI.  Gran  Dio,  (inginocchiandosi) 

Non  mirar  il  mio  pianto  :  io  gliel  perdono. 
Quanto  infelice  io  sono 
Felice  ei  sia...  Questa  d'  oppresso  core 
È  l'ultima  preghiera... 
Tutti  Oh  detti  !  oh  amore  ! 

Ami.  (si  guarda  la  mano  come  cercando  Panello  di  Elvino) 
L'anello  mio...  l'anello... 
Ei  me  l' ha  tolto...  ma  non  può  rapirmi 
L'immagin  sua...  Scultaella  èqui...  nel  petto. 
Nè  te  d' eterno  affetto  (si  toglie  dal  seno 

i  fiori  ricevuti  da  Elvino) 
.  Tenero  pegno,  o  fior...  nè  te  perdei... 
Ti  bacio  ancor...  ma...  inaridito  sei. 
Ah  non  credea  mirarti 
Sì  presto  estinto,  o  fiore; 
Passasti  al  par  d'amore, 
Che  un  giorno  sol  durò,  (piange  sui  fiori) 
Potria  novel  vigore 
Il  pianto  mio  donarti... 
Ma  ravvivar  Y  amore 
Il  pianto  mio  non  può. 
Elv.  Io  più  non  reggo. 
Ami.  E  s'egli 

A  me  tornasse!  Ohi  torna,  Elvin. 


32 

RoD.(adEiv.)  Seconda 

Il  suo  pensier. 
Ami.  A  me  t'appressi?  Oh!  gioia! 

L'anello  mio  mi  rechi? 
Rod.  (adElv.)  A  lei  lo  rendi. 

Elv.  (le  rimette  Panello) 

Ami.  Ancor  son  tua:  tu  mio  tuttor...  Mi  abbraccia. 

Tenera  madre...  io  son  felice  appieno  ! 
RoD.  De'  suoi  diletti  in  seno 

Ella  si  svegli.    (Teresa  l'abbraccia.  Elvino  si  prostra 

a?  suoi  piedi  e  la  sostiene) 
Coro  Viva  Aminai  (ad  alta  voce) 

Ami.  (svegliandosi)  Ohi  cielo! 

Dove  son  io?...  che  veggo?...  Ah!  per  pietade, 
Non  mi  svegliate  voi!  (si  copre  il  volto  cokle  mani) 
Ter.  y  No  :  tu  non  dormi... 

Elv.  Il  tuo  amante,  il  tuo  sposo  è  a  te  vicino. 

(Amina  alla  voce  di  Elvino  si  scopre  gli  occhi,  lo  guarda, 
lo  conosce,  indi  si  getta  fra  le  sue  braccia) 
Ami.  Oh  gioia!  oh  gioia  1...  Io  ti  ritrovo,  Elvino  ! 
Tutti      Innocente,  e  a  noi  più  cara, 
Bella  più  del  tuo  soffrir, 
Vieni  al  tempio,  e  a  piò  dell'  ara 
Incominci  il  tuo  gioir. 
Ami.       Ahi  non  giunge  uman  pensiero 
Al  contento  ond'io  son  piena  : 
A'  miei  sensi  io  credo  appena, 
Tu  m'  affida,  o  mio  tesor. 
Ah  !  mi  abbraccia,  e  sempre  insieme. 
Sempre  uniti  in  una  speme, 
Della  terra  in  cui  viviamo 
Ci  formiamo  -  un  ciel  d'  amor. 
Tutti     Innocente,  e  a  noi  più  cara, 
Bella  più  del  tuo  soffrir, 
Vieni  al  tempio,  e  a  pie  dell'ara 
Incominci  il  tuo  gioir* 
FINE. 


atrali  di  esclusiva  proprietà  di 

CHO.  RICORDI 


aratteria 


iti  con  p  sono  già  publicati. 

pDonizelii.  Linda  di  Chàmpunix 


i  più  guarda  meno  vede 


p~  Don  Bucefalo 
p —   La  Fioraia  I 

pCampiani 
Hapeeeìùl 

\  Carli 
I  pChia 


Elisabetta 
i—    La  Figlia  del  Reggimento 
, —    Maria  Padilla 

Paolina  e  Poliuto  (1  Martin) 
a.  L'Orfana  di  Smolensko^ 
r  j errar L  Gli  ultimi  giorni  dì  Suli 
p Fioravanti  ed  altri.  Don  Procopio 
pFiar  La  figlia  del  fabbro 

p—.   Il  Notajo  d'Ubeda 
p—    1  Zingari 
pFlotow.  Alessandro  Slradclla 

11  Boscajuolo  o  L'Anima  della 
tradita  (Vaine  cu  peine) 
Fontana.  1  Baccanti 
pForoni.  Cristina  Regina  di  Svezia 
pGabrielli.  Il  Gemello 
—    Giulia  di  Tolosa 
pGalli.  Giovanna  dei  Corluso 
pGambinì.  Cristoforo  Colombo 
pHalevy.  L'  Ebrea 
pMail  Gastilbelza 
Malipiero.  lldcgonda  di 

<ina  (Attila) 
pMercadantè.  Orazj  c  Curiazj 
I pìif *- <La  Schiava -.Sarti1 
p—    Il  Vascello  di 
pftleyerbeer 


mata  Corsa 
di  Scozia 

ina  di  Cipro 
I  di  Napoli 

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p —    Il  Parrucchiere  della  reggi 
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Perelli.  Galeotto  Manfredi 

—  Osti  e  non  Osti 
pPetrocini.  La  duchessa  de  ia  Val 

lière 

pPistilli.  Rodolfo  da  Bncnza 
pPlatania.  Matilde  Bcntivoglio 
pPonialowski.  Bonifazio  de'Geremei 

Pazone.  Il  Figlio  dello  Schiavo 
pRicci  F.  Estolla 
/>—    Il  Marito  e  1'  amante 

—  Un  Duello  sotto  Richelieu 

—  Vallombra 
/i^tcciY/ra^//i;.Crispino  e  la  Comare 

Biotte .  Selene 

fiossi  Lauro»  Azcma  di  Gì 
f?—    U  Domino  Nero 
p—    La  Figlia  di  Figaro 
pRossini.  Roberto  Bruco 
Sanelli.  Ermengarc 


Nor- 


I  ritrattò  di 

borio  ^SaSSÌ 

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Gerusalemme 
Giovanna  d*  Arco 
Guglielmo  Wellingrode  (Stif- 


irociata 


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11  Fornaretto 
Gennaro  Annese 
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